Forgiata nei panigacci, temprata da file chiamati FINAL_v7_definitivo2_Ultimo3, Gaia Vannini è una copywriter che può scrivere fino a 300 praole al mnuito.
Dopo 9 anni in agenzia, passando da Leo, Ogilvy, Y&R e DDB, nel 2014 ha deciso che era arrivato il momento di mettersi in proprio. Principalmente per poter finalmente nominare i file in modo che non portassero iella.
Infatti arriva subito una botta di fortuna: conosce Riccardo Froscianti, Chiara Graziosi ed Enrico Cibelli e con loro fonda BRUKLIN, network di professionisti senior della comunicazione. E qui non aggiungo niente, perché è l’unica parte seria.
Parlare di sé in terza persona per questa bio le sembra già abbastanza arrogante, quindi tanto vale andare fino in fondo.
Ocio che arriva.
La chiamano Boss. Lei ride, poi assegna una deadline.
COSA TI TIENE ANCORA IN GIOCO?
Un grande obiettivo: Beverly INPS 2047. Ma anche quel momento in cui un’idea che sembrava non funzionare improvvisamente (ovvero dopo due notti senza dormire, una cronologia Google difficilmente difendibile e almeno un “avevano ragione i miei, dovevo fare ingegneria aerospaziale” pronunciato ad alta voce e piangendo) funziona. Dopo vent’anni, per fortuna, crea ancora dipendenza.


