Advertisers Against Humanity – I nuovi player del mercato creativo

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Luciano Marchetti

Co-Founder & Executive Creative Director @ VICEVERSA

Gaia Vannini

Co-Founder & Senior Freelance Copywriter @ Bruklin

Forgiata nei panigacci, temprata da file chiamati FINAL_v7_definitivo2_Ultimo3, Gaia Vannini è una copywriter che può scrivere fino a 300 praole al mnuito.

Dopo 9 anni in agenzia, passando da Leo, Ogilvy, Y&R e DDB, nel 2014 ha deciso che era arrivato il momento di mettersi in proprio. Principalmente per poter finalmente nominare i file in modo che non portassero iella.

Infatti arriva subito una botta di fortuna: conosce Riccardo Froscianti, Chiara Graziosi ed Enrico Cibelli e con loro fonda BRUKLIN, network di professionisti senior della comunicazione. E qui non aggiungo niente, perché è l’unica parte seria.

Parlare di sé in terza persona per questa bio le sembra già abbastanza arrogante, quindi tanto vale andare fino in fondo.

Ocio che arriva.
La chiamano Boss. Lei ride, poi assegna una deadline.


COSA TI TIENE ANCORA IN GIOCO?
Un grande obiettivo: Beverly INPS 2047. Ma anche quel momento in cui un’idea che sembrava non funzionare improvvisamente (ovvero dopo due notti senza dormire, una cronologia Google difficilmente difendibile e almeno un “avevano ragione i miei, dovevo fare ingegneria aerospaziale” pronunciato ad alta voce e piangendo) funziona. Dopo vent’anni, per fortuna, crea ancora dipendenza.

Enrico Cibelli

Enrico Cibelli

Co-Founder & Senior Freelance Copywriter @ Bruklin

Nasco cantante, poi compio un anno. Da autore vinco il Premio Piero Ciampi e il Premio Speciale SIAE ma il richiamo della pubblicità è troppo forte. Proprio come l’illusione dei grandi guadagni. Dopo sette anni da copywriter in McCann a Milano e due in Triplesense Reply a Torino nel 2013 apro la partita IVA per iniziare a fare il creativo presso me stesso. Ci metto poco a capire che è molto più interessante farlo insieme ad altri. Così con Chiara Graziosi, Riccardo Froscianti e Gaia Vannini, amici e super creativi, fondo Bruklin: un network di professionisti senior che mette a disposizione dei clienti idee, esperienza e soluzioni senza troppi fronzoli, crescendo anno dopo anno. In pratica l’agenzia dei miei sogni. Per non esagerare con le headline negli ultimi anni lavoro anche come dramaturg, aggiudicandomi il Premio Tragos, il Palco Off del Fringe e altre menzioni dai nomi curiosi che i miei genitori appendono orgogliosamente in casa, pur non avendo ancora capito del tutto quale sia il mio mestiere. Sono però rassicurati dal fatto che, oltre a scrivere copy, da tre anni insegno Advertising e Copywriting in NABA a Milano.


COSA TI TIENE ANCORA IN GIOCO?
La ricerca, la fatica e il debutto delle idee. Tutto ciò che un secondo prima era invisibile e l’attimo dopo è lì, nero su bianco, con la forza dell’unica soluzione possibile. Vedere un pensiero creativo prendere prima forma e poi piede è il motivo per cui desidero mettermi in gioco ogni mattina.

Nicolò Carrassi

Nicolò Carrassi

Founder & Creative Director @ Rude

Mi chiamo Nicolò Carrassi detto Gonzo e ho avuto tutto quello che potevo desiderare dalla mia carriera di copywriter e poi direttore creativo.
Da giovane, ho rappresentato due volte l’Italia ai Cannes Young Lions.
Crescendo, ho lavorato per tutti i miei brand preferiti: Netflix, Adidas, Piaggio, Heineken; e ovviamente la mia squadra del cuore, l’Inter.
Per loro ho creato ristoranti distopici, grafici fatti di cocaina, pezzi rap, murales, cortometraggi sulle api, e ogni forma di contenuto vi possa venire in mente. Ho vinto decine di premi e mangiato sacchi di merda.
E proprio quando stavo per chiudere con l’advertising, insieme a due pazzi, ho aperto un’agenzia. 
Anche se preferisco chiamarla bottega creativa.
La verità è che non potevamo registrarla come nave pirata.

 

Cosa mi tiene ancora in gioco?

Il fatto che nessuno sia ancora riuscito a farmi smettere.
La creatività è l’unica droga per la quale valga la pena rovinarsi la vita.
Cambiano le agenzie, i modelli, le job-description, ma non cambierà mai il piacere di essere pagati per far palleggiare il cervello.