Tra i creativi i ruoli sembrano già assegnati. L’algoritmo toglie spazio all’idea, il formato standard appiattisce il linguaggio, la performance si mangia il brand. Intanto video, audio, Connected TV e creator rimettono al centro la qualità creativa, e le piattaforme chiedono idee pensate per quei contesti. Le piattaforme che lavorano più a stretto contatto con i creativi salgono sul palco di BIG e giocano a carte scoperte. Parleranno di cosa funziona davvero nei loro formati, di come cambia il lavoro tra agenzie, creator e brand e di dove finisce la regola dell’algoritmo e comincia la libertà dell’idea. Del resto, a guardie e ladri i ruoli si scambiano a ogni partita.
Sul palco vorrei punti di vista che non si sovrappongono: video, retail media e streaming, audio e podcast. Il titolo parte dal pregiudizio dei creativi verso algoritmi e piattaforme per smontarlo. L’obiettivo è mostrare come media, creatività e piattaforme lavorano insieme per generare risultati per chi investe in advertising.



